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Quattro chiacchiere con...  »  Intervista a BOSTON


Intervista a BOSTON   di Deep   |   Pubblicato il 31/12/2015

D1: Ciao e grazie della disponibilità Gabriele, meglio noto sul forum come BOSTON.Prima di parlare dei Celtics e della NBA, dicci qualcosa di te e di come sei diventato un tifoso biancoverde.
R1: Ciao Daniele e grazie dell'intervista, oltre che per la possibilità che ci dai di condividire il nostro tifo sul forum. Ho 21 anni, vengo da un piccolo paese della provincia di Bergamo. Nella vita studio all'università di Milano, facoltà di storia, e sono un grande appassionato di sport. Ovviamente anche di NBA, dunque veniamo ai Celtics: ne sono diventato tifoso nell'estate 2007. Certamente non una data casuale, le notizie sui nuovi big-three catturarono la mia attenzione di semplice interessato al basket americano. Sapevo chi aveva vinto i due titoli precedenti (Heat e Spurs) ma non avevo mai visto una partita. Giocavo a NBA Live 07, al massimo. Dunque ho scelto Boston principalmente per quello, ma è stato un processo graduale. Mi piacevano anche altre squadre (Suns, Mavericks, Blazers), però la mia attenzione, da buon novizio, si riacutizzò durante i play-off, che videro trionfare i Celtics. Quindi dall'anno dopo parto ufficialmente come tifoso verde e ovviamente non vinciamo più, ma questa è un'altra storia.

D2: Domanda di rito, qual'è il tuo giocatore preferito nella storia dei Celtics e quale quello nell'attuale roster?
R2: Di storia dei Celtics ne ho vissuta ben poca, a differenza di molti utenti che hanno vissuto i fasti degli anni '80. Però ritengo valido l'approccio diacronico, dunque mi sono informato parecchio sulla storia celtica. Il personaggio che più mi ha colpito è John "Hondo" Havlicek: perché ha vissuto sia buona parte dei titoli degli anni '60 ma anche i due del decennio successivo, ha fatto da tramite. E' il maggior marcatore di sempre nella nostra storia, eppure gode di una fama inferiore a quelli che possono essere i Bird e i Russell,  dunque mi piace scegliere lui. Per quanto riguarda il roster attuale, è difficile scegliere dato che siamo un gruppo molto coeso e senza individualità spiccate. Direi Turner, perché trovo abbia uno stile di gioco abbastanza old school, con grande proprietà di fondamentali e movenze eleganti, ma senza tiro da tre.

hondo



D3: Direi delle risposte molto orginali. Andiamo avanti, come vedi il rebuilding di Ainge, sei contento di dove siamo arrivati?
R3: Sono assolutamente soddisfatto, come ho scritto anche sul forum. Ainge per me è tra i migliori GM della lega e apprezzo  il suo lavoro. Abbiamo asset, abbiamo un coach giovane e bravo, abbiamo un gruppo giovane, solido e pagato il giusto. Ha costruito tutto questo in soli tre anni, non molti ci sarebbero riusciti. Ovviamente non dobbiamo fermarci e resta ancora parecchia strada da percorrere prima di poterci considerare condentender, ma sono fiducioso e paziente.

D4: Ecco allora mettiti nei panni di Danny, per dare slancio al nostro futuro, seguiresti il modello del 2007 ed andresti su qualche big (chi eventualmente) o proveresti a costruire dal draft in pieno stile Golden State?
R4: Non credo esista un metodo univoco per costruire una squadra da titolo. Golden State sta basando molto le sue fortune sul draft, è vero, ma ha dovuto indovinare la trade in cui ha ceduto Monta Ellis, all'epoca il loro miglior giocatore. In tal modo ha dato spazio a Curry, è arrivata a Bogut e al draft è stata portata a scegliere Thompson. Eppure ricordo ancora i fischi alla proprietà nel giorno del ritiro della maglia di Chris Mullin. Questo per dirti che è molto difficoltoso il percorso verso l'anello e nessuno può prevedere fino in fondo tutti i risvolti di una mossa. Riguardo alla nostra situazione specifica, ovviamente il sogno è KD. Averlo con noi porterebbe quasi automaticamente un altro big in squadra. Altrimenti mi accontenterei di fare una buona pescata con la pick dei Nets e poi cercare un free-agent forte sul mercato, visto che ne avremo la possibilità. Ma sono sicuro che Danny si inventerà qualcosa di speciale.

D5: Ho detto Golden State, bene lasciamo per un attimo i Celtics e parliamo di NBA, credi che i Warriors siano battibili per la corsa al titolo e da chi?
R5: In questo momento non sono battibili in una serie al meglio delle sette gare, da nessuno. Tuttavia la stagione NBA è lunga e logorante, inoltre il rischio infortuni è sempre dietro l'angolo. Ovviamente auguro ai Warriors di arrivare ai PO al massimo, ma è giusto ricordare che l'anno scorso sono stati tra le poche squadre senza infortuni condizionanti. Se devo immaginarli sconfitti, non vado molto lontano da San Antonio e Cleveland. Gli Spurs, se non sbaglio, li batterono nella scorsa Regular Season e sono uno squadrone, mentre i Cavs al completo possono essere molto ostici, con la loro fisicità. E voglio sorprendenti, ti dico anche i Clippers.

D6: Sì coi Clippers mi hai sorpreso, riprenderemo questa risposta a maggio e valuteremo  le tue doti divinatorie. Torniamo a noi, pensi che in una ritrovata competitività dell'EST andremo ai playoff quest'anno?
R6: Innanzitutto premetto che sono felice della ripresa che sta vivendo l'Eastern Conference, sicuramente la mia preferita. Questo ci complica la vita per l'accesso ai PO, ma d'altro canto renderebbe una nostra qualificazione più sostanziosa che non quella dello scorso anno con record negativo, che comunque qualche radar nella lega lo ha acceso. Le possibilità di arrivarci ci sono, mi ritengo moderatamente ottimista, ma sarà una bella lotta, da seguire insieme.

D7: Facciamo un altro passo indietro, qual'è il ricordo più vivido che hai legato ai Celtics? Fammi indovinare, il titolo del 2008...
R7: Ti devo deludere, per me il titolo #17 non porta con sé grandi ricordi. Come lasciava intendere la mia prima risposta, quell'anno non vidi una partita per intero, giusto qualche highlights, ero un novizio. Ricordo i titoli sui giornali, gli articoli, gli sfottò a scuola con un tifoso Lakers, ma poco altro. Il mio ricordo più vivido, purtroppo, è gara-7 delle Finals 2010. Una grande mestizia, la speranza suscitata dalle ultime bombe di Rasheed e Rondo, un sanguinoso rimbalzo offensivo di Gasol ... ho questi flash. Speriamo di rifarci al più presto.

D8: Speriamo davvero, dobbiamo regalare ai nuovi tifosi delle nuove gioie da ricordare. Come uno yo-yo (li hanno inventati in Cina lo sapevi?), torniamo al presente: che opinione ti sei fatto di Stevens?
R8: No, non lo sapevo. In compenso so che Stevens mi piace. Nonostante la giovane età non ha paura di osare e di mescolare le carte (in questo ricorda il GM che l'ha scelto). Propone tante rotazioni, usa a fondo il roster, concede chance, non esita a rivedere certe idee che potrebbero apparire come convinzioni. All'inizio mi davano sui nervi i tantissimi consegnati che giocavamo, ma adesso il sistema funziona molto meglio e grazie a questo espediente manteniamo sempre una elevata attività offensiva. Difatti dovremmo essere ben piazzati nelle statistiche di pace, ritmo di tiro; dato molto importante nella lega di oggi. Credo che il nostro gioco potrebbe ottenere grande beneficio dall'inserimento di ottimi tiratori da tre (facevamo sembrare Thornton ancora un giocatore). E poi la difesa è ottima, ma in particolare la mentalità difensiva: la squadra si sbatte, crede nel lavoro sporco, ruba palloni alla grande. Segnali incoraggianti, stante la giovane età di coach e gruppo.

D9: Domanda di strettissima attualità (il giorno di questa intervista è il 29.12.2015), vuoi darmi il tuo pensiero su Kobe Bryant che quest'anno lascerà il basket giocato?
R9: Kobe è stato un giocatore fenomenale, chiaramente tra i migliori di sempre. Lo apprezzo, tuttavia non lo stimo. Troppo legato al suo "io", troppo poco al gruppo: le bizze al draft, il dualismo con Shaq, le richieste di cessione quando i Lakers andavano male, i pessimi rapporti con i compagni, l'interesse per le statistiche, l'ultimo contrattone insensato. Per arrivare all'annuncio di qualche settimana fa: bello, quasi emozionante, ma dimostra la volontà di trasformare la stagione in uno suo tour personale. Infatti ormai si parla solo di quello, non dei Lakers. E poi l'ho sempre trovato troppo ossessionato dal gioco, un amore un po' perverso il suo, se mi posso permettere.

D10: Dei Lakers forse è meglio non parlare, quasi meglio che l'attenzione sia per Kobe. Ti chiedo di darmi il tuo quintetto all time (non solo con giocatori dei Celtics) ed aggiungi anche il tuo giocatore all time preferito extra Celtics.
R10: Wow, domanda molto complessa. Come centro scelgo Bill Russell, non me ne vogliano Kareem e Wilt, ma il nostro #6 ha semplicemente cambiato il gioco. Come ala grande vado su Larry Bird, anche se non era propriamente il suo ruolo; forse la più grande intelligenza cestistica di sempre. In ala piccola seleziono Julius Erving per la spettacolarità e perché solo i suoi Sixers sono riusciti a spezzare il duopolio Lakers-Celtics degli anni '80. Come guardia scelgo Michael Jordan, perché va messo. A guidare tutti John Stockton, perché il numero dei suoi assist è davvero incomprensibile. Il mio giocatore preferito, non dei Celtics, restando a quelli che ho visto, è probabilmente Steve Nash. Un genio.

steve-nash_suns


D11: Bel quintettone complimenti. Tira fuori il Nostradamus che è in te, quando alzeremo un nuovo gonfalone al Garden?
R11: Questa è una bella responsabilità. Mi butto e dico 2018, con Ben Simmons a guidarci.

D12: Ok, se si realizza vengo ad offrirti una cassa di birra o quello che preferisci. Passiamo all'ultima domanda, anzi più che una domanda ti lascio la libertà di scrivere quello che vuoi. Prima però ti voglio ringraziare nuovamente per la disponibilità e darti appuntamento sul forum. Ti lascio la parola, pardon, tastiera...
R12: Di certo sono io a dover ringraziare te. Mi lasci carta bianca? Allora due cose. Prima voglio almeno menzionare Ray Allen, perché l'ho adorato (e lo faccio tuttora). Poi colgo l'occasione per salutare tutti gli utenti del forum, con i quali è un piacere dialogare e dai quali imparo molto. Let's go Celtics!

Intervista a BOSTON  di Deep   |   Pubblicato il 31/12/2015
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