DA TIFOSI. PER TIFOSI.Boston nel cuore. Anche da qui.
← Torna all’archivio
Bio & Stats

Paul George, debutto nella storia dei Celtics: 38 punti e un record che resisteva da sempre

La nuova avventura di Paul George a Boston comincia con una prestazione da record. Nella sconfitta contro Detroit, il veterano realizza 38 punti, stabilendo il nuovo primato di franchigia per un giocatore all'esordio in maglia Celtics. Una serata da ricordare, almeno sul piano individuale.

Se qualcuno si chiedeva cosa fosse rimasto del talento di Paul George, la prima partita della stagione 2026/27 ha offerto una risposta piuttosto convincente. Il nuovo giocatore dei Celtics ha esordito con una prestazione straordinaria, mettendo a referto 38 punti, 5 rimbalzi, 3 assist e 5 palle recuperate in appena 31 minuti, con un eccellente 12/21 dal campo e soprattutto 7/12 dalla lunga distanza.

Numeri che gli hanno permesso di entrare immediatamente nella storia della franchigia più titolata della NBA.

Mai nessun giocatore, infatti, aveva realizzato così tanti punti nella sua prima partita con la maglia di Boston. Il precedente primato apparteneva a Kristaps Porzingis, autore di 30 punti nel debutto del 2023 contro New York, mentre più indietro troviamo Dominique Wilkins, fermatosi a 25 nel 1994.

Non solo. Con questa prestazione George è diventato appena il sesto giocatore nella storia NBA a realizzare almeno 38 punti, 5 rimbalzi, 5 recuperi e 7 triple in una singola partita. Come ulteriore soddisfazione personale, ha anche superato Kyle Korver, salendo all'ottavo posto nella classifica assoluta dei tiratori da tre punti.

Un esordio da incorniciare, dunque. Peccato che qualcuno si sia dimenticato di avvisare i Pistons.

Boston, infatti, dopo aver controllato buona parte della gara ed essere arrivata a condurre di 22 lunghezze, si è clamorosamente sciolta nella seconda metà dell'incontro, subendo anche un devastante parziale di 23-0 e finendo per perdere 121-113.

Una sconfitta difficile da digerire, soprattutto considerando che George ha chiuso con un plus/minus di +9, unico titolare biancoverde con un saldo positivo. Derrick White e Payton Pritchard hanno contribuito con 17 punti ciascuno, mentre Jayson Tatum ha vissuto una serata complicata al tiro, terminando con 13 punti e un modesto 6/23 dal campo, pur distribuendo 11 assist.

Al termine della partita, George non ha cercato consolazioni nel proprio record, spiegando che una grande prestazione individuale perde significato quando non arriva la vittoria.

Resta comunque un segnale incoraggiante per un giocatore che, dopo due stagioni complicate a Philadelphia, ha dichiarato di sentirsi finalmente meglio dal punto di vista fisico, ritrovando progressivamente brillantezza e fiducia nei propri mezzi.

E qui, inevitabilmente, il discorso si allarga.

L'arrivo di George a Boston, nell'operazione che ha portato Jaylen Brown a Philadelphia, ha sollevato più di una perplessità. L'età, i recenti problemi fisici e soprattutto la rinuncia a un giocatore nel pieno della maturità cestistica rappresentano interrogativi che una singola partita, per quanto straordinaria, non può certamente cancellare.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare quanto visto sul parquet di Detroit.

George ha dimostrato di possedere ancora un arsenale offensivo di primissimo livello, accompagnato da letture intelligenti e da una presenza difensiva tutt'altro che trascurabile. Se riuscirà a garantire continuità, il suo contributo potrebbe rivelarsi molto più importante di quanto immaginato dai più scettici.

Per adesso, però, siamo soltanto alla prima delle 82 partite di regular season. Troppo presto per rivalutare una trade, così come sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive sulla nuova Boston.

presto per rivalutare una trade, così come sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive sulla nuova Boston.

Una cosa, tuttavia, possiamo già dirla. Paul George ha impiegato una sola partita per scrivere il proprio nome nei libri di storia dei Celtics. Ora dovrà dimostrare di poterlo fare anche nella colonna delle vittorie.
IL COLORE È SEMPRE QUELLO.

Ci sono squadre.
E poi ci sono i Celtics.

Due parole con noi ↗