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News sui Boston Celtics in particolare e sull'NBA in generale

In questa sezione troverete diverse news che parlano di NBA ed in particolare di Boston Celtics. Le news sono divise in categorie in modo da permettere una rapida classificazione della notizia. A fianco della descrizione delle categorie in Legenda e Stats trovate il numero di post presenti nella specifica categoria. Cliccando sull'icona della categoria sia in Legenda e Stats che nel post filtrerete le categorie per l'argomento prescelto.


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Tot. 102

Stop per Robert Williams III

In questa stagione Robert Williams III ha fatto un notevole salto di qualità, è innegabile. Anche grazie a lui, diventato un baluardo in difesa capace di indirizzare i nostri destini, uniti ad un'ineguagliata efficenza offensiva, i nostri Celtics hanno fatto quello che in pochi si aspettavano, una seconda parte di stagione da primi della classe e non solo insenso figurato, visto che con la partita di ieri vinta contro Minnesota, si sono arrampicati al primo posto dell'Eastern Confernce, anche se con lo stesso record di Miami.

Ma come per ogni rosa c'è una spina. Purtroppo in maniera del tutto fortuita, Robert Williams III proprio nella stessa partita che ci regalava la gioia della vetta, si è procurato un infortunio al ginocchio sinistro, che oggi abbiamo scoperto essere la rottura del menisco. Il ragazzo resterà fuori a tempo indefinito, proprio alle soglie di quei playoff sui quali si stavano accumulando sempre maggiori attese.

Quando piove a volte grandina...




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Pubblicata da Deep il 28.03.2022


Ci lascia Bill Fitch

All'età di 89 anni ci ha lasciato Bill Fitch, uno dei più importanti allenatori della storia NBA. Nominato due volte allenatore dell’anno (nel 1976 e nel 1980), condusse i nostri Boston Celtics alla vittoria del titolo nel 1981, avendo l'onere e l'onore di essere l'allenatore delle prime fasi della leggendaria carriera di Larry Bird.

Proprio Larry anni dopo raccontò di come fu importante per la sua formazione avere un allenatore del genere. Infatti Bill era noto per essere un sergente di ferro molto esigente, ma anche un uomo dalla straordinaria umanità. Proprio quella maniacale applicazione rigorosa al mondo del basket, sarà per Larry una costante che si porterà con sé per tutta la carriera.

Oltre ai Celtics, ha allenato anche Cleveland, New Jersey, Houston ed i Los Angeles Clippers. Perse le Finals del 1986 alla guida degli Houston Rockets delle Twin Towers (Olajuwon e Sampson), guardacaso proprio contro i Boston Celtics, corsi e ricorsi storici. Una volta terminata la sua carriera in panchina nel 1998, è rimasto nel mondo NBA come dirigente e come commentatore televisivo.

Non stupisce quindi che nel 2019 sia stato inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame. Oltre agli indiscussi meriti sportivi, Fitch è sempre stato noto per essere un grande innovatore del gioco e delle sue metodologie, non a caso è stato il creatore di tanti dei metodi utilizzati dai coach ancor oggi, a partire dall’utilizzo metodico e continuo del materiale video per studiare avversari e propri giocatori.

Bill era un uomo di una straordinaria ironia, dopo una pensate sconfitta pronunciò una fase divenuta celebre: "A volte ti svegli al mattino e vorresti che i tuoi genitori non si fossero mai incontrati.", un misto di pessimismo ed ironia.

Addio Bill.




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Pubblicata da Deep il 04.02.2022


Addio ad un grande del passato




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Pubblicata da Deep il 01.01.2022


Brown fuori per il resto della stagione

Arriva una brutta notizia, quella che ogni tifoso non vorrebbe mai sentire, specie alle soglie dei playoff. Jaylen Brown dovrà essere operato al polso sinistro e per lui la stagione finisce qui.

Con questo infortunio, con ogni probabilità, se ne vanno le residue speranze di questa stagione, perché già con lui abbiamo faticato in molte circostanze, pensare di essere determinati e concreti senza il suo apporto, mi sembra vagamente utopistico.

Suona veramente strano a pensarci, ma tra infortuni e protocolli impazziti, non c'è stata una sola volta in cui la nostra squadra è stata al completo. Tutto quello che consegue, una stagione sotto le aspettative, va capita anche da questo continuo manifestarsi di eventi negativi.

Brown ha disputato una stagione suntuosa, venendo anche convocato anche per l'ASG, il suo primo. Le medie di 24.7 punti a partita, 6.0 rimbalzi, 3.4 assist, 1.2 rubate, col 48.4% dal campo e il 39.7% da 3PT, testimoniano il suo grande impatto e la sua perdita sarà incolmabile nel nostro roster, specie in questo momento.

In bocca al lupo al ragazzo e speriamo di rivederlo presto in campo.




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Pubblicata da Deep il 11.05.2021


Pritchard out

Non siamo molto fortunati a livello di infortuni patiti negli ultimi anni dai nostri giocatori e quindi quando abbiamo visto l'infortunio del nostro rookie meraviglia Payton Pritchard, abbiamo temuto il peggio, anche per questa sorta di sfiga cosmica che ci perseguita.

Ora che abbiamo scoperto che si tratta di una distorsione al MCL (legamento mediale), incredibile ma vero  abbiamo fatto un sospiro di sollievo e le due settimana di assenza ci sembrano quasi un regalo. Questo lascia capire quanto negli ultimi tempi ci siamo abituati a problemi seri per i nsotri ragazzi, la fortuna ci è creditrice.




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Pubblicata da DeeP il 24.01.2021


Tatum out, Kemba torna ad allenarsi

Jayson Tatum entra nel protocollo denominato Health and Safety, di fatto il protocollo contro la diffusione del Covid. A differenza dei suoi compagni, Jayson mancherà dai 10 ai 14 giorni, il che mi fa pensare che sia stato contagiato dal virus e non semplicemente all'interno delle procedure per il tracciamento. A questo punto si riducono drasticamente i giocatori disponibili nel nostro roster, un rapido conteggio ci riporta nove giocatore arruolabili nel roster.

Ma anche nonostante le defezioni dell'ulitmo minuto per la lotta al virus, ieri il popolo biancoverde era contento nell'apprendere che Kemba Walker aveva ottenuto l'autorizzazione per tornare ad allenarsi coi compagni, il suo rientro è quindi sempre più vicino.

Ora questa nuova tegola ci mette però in ulteriore difficoltà, non so davvero cosa ne verrà fuori da questa situazione senza inficiare sul nostro record.




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Pubblicata da DeeP il 09.01.2021


Problemi in casa Celtics

Questo dannato coronavirus non è stato ancora debellato ed infatti abbiamo davanti ancora diversi mesi in cui i contagi saranno all'ordine del giorno. Purtroppo il virus è entrato nello spogliatoio dei Celtics e senza neanche bussare, si è presentato e buonanotte. Dopo la quarantena di Javonte Green, ora Rob Williams è risultato positvo ed il sistema di tracciamento ha costretto alla quarantena altri tre componenti del team: Grant Williams, Carsen Edwards e Tristan Thompson.

Seguendo le indicazioni dei protocolli di sicurezza della NBA, questo significa che i tre in quarantena, se non avranno mai un tampone positivo, dovranno restare isolati per sette giorni, il che li costringerebbe a saltare almeno quattro partite. Per Rob Williams il discorso è completamente diverso, prima deve tornare negativo e poi si capiranno i tempi per il rientro.

Se Teague e Green rintrerenno in formazione, i Celtics per la sfida di stasera contro i Wizards avranno 12 giocatori arruolabili, cosa che garantirebbe comunque il corretto svolgimento della partita. Restiamo in attesa di eventuali nuove notizie, ma a questo punto speriamo non ce ne siano, abbiamo già dato.

UPDATE: Edwards non è stato inserito nel protocollo, perché il sistema di tracciamento lo ha escluso dopo attente verifiche.




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Pubblicata da Deep il 08.01.2021


Addio Paul

Arriva la notizia della morte di Paul Westphal, a cui in estate era stato diagnosticato un incurabile cancro al cervello. Lo ricordiamo tutti per il suo attaccamento alla città e la squadra di Phoenix, dove ha trascorso tanti anni da giocatore prima e da allenatore poi. Non a caso la sua maglia, la numero 44, è stata ritirata dalla franchigia dell'Arizona, dove ancora viveva.

Paul era entrato nella lega con i Celtics ed aveva trascorso i prime tre anni della carriera proprio con noi, scelto al draft con la numero 10, vincendo anche un titolo nel 1974 uscendo dalla panchina.

Nel 1976, guidando i Suns, arrivò nuovamente alle finali incontrando proprio i Celtics ed era in campo da protagonista in quella che molti descrivono essere la più bella partita delle finali, quella conclusa solo al terzo supplementare, anche se persa dai Suns.

Giocatore dalle movenze moderne, molto pulito e raffinato, era un attaccante di livello mostruoso e non a caso è stato 5 volte un all-star, ma anche un difensore aveva dalle doti insospettabili. Ha avuto quattro stagioni consecutive ad almeno 20 punti di media ed il 50% dal campo, solo un altro giocatore nella storia ha una striscia più lunga per una guardia ed è neanche a dirlo Jordan.

Da allenatore i suoi anni migliori li passò a Phoenix, ovviamente, e raggiunse anche le finali nel 1993 guidando l'MVP Charles Barkley alla sfida, poi persa, contro i Bulls di Jordan, Pippen e compagnia cantante.

Il 6 settembre 2019 è stato introdotto nella Naismith Memorial Hall of Fame di Springfield.

R.I.P. Paul.




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Pubblicata da Deep il 03.01.2021


Addio K.C.

Purtroppo un altro pezzo della nostra leggenda ci ha lasciato e noi vogliamo ricordarlo con le parole di un nostro utente postate sul forum, grazie del contributo MarcUs.

... ho iniziato a guardare (e amare, simultaneamente) i Celtics da ragazzino, con quella squadra di fenomeni che eravamo noi Celtics negli anni ottanta: Bird, McHale, Parish, Dennis Johnson, Ainge ...
E il mio coach era K.C. Jones.
Con quella sua faccia imperturbabile, da nero che piace a tutti, levigata come quella di Sidney Poitier.
Neanche lo sapevo che era stato un formidabile protagonista dell'epopea dei Celtics anni 60 con Russell e Cousy. Non lo sapevo ancora.
Neanche immaginavo cosa fosse stato a livello universitario.
K.C.Jones era un mito. E' un mito.
Ho dovuto leggere Second Wind di Bill Russell per sapere che era il suo compagno di stanza, silenzioso.
Il tipo di persona che non parla mai. Indicava tutto con un cenno. Questo o quello.
Era stato scelto da Red Auerbach al secondo giro, ma aveva preferito un viaggio nell'esercito prima di tentare l'avventura NBA. Non si sentiva pronto.
Era stato scelto anche dai Los Angeles Rams ma un infortunio ad una gamba gli avrebbe subito sconsigliato la carriera nella NFL.
Era un'atleta formidabile.
Un difensore arcigno, grintoso, atletico, inarrestabile.
Non aveva bisogno di parlare. Era un giocatore concentrato, fisso sull'obiettivo.
Taciturno ma concentrato.
Se la squadra opponente avesse avuto un esterno pericoloso lui lo avrebbe annullato.
Per tutto il tempo trascorso sul campo.
Quei Celtics di fine anni 50 iniziavano un basket di difesa senza tregua e contropiedi fulminanti dentro cui K.C. Jones calzava a pennello. Era una guardia e davanti aveva Cousy e Sharman, due extraterrestri dell'attacco. E non solo.
Lui silenzioso li osserva e si guadagna anno per anno più spazio, già nel 59 nel suo anno da sophomore si fa sentire (in campo col gioco, perchè fuori a parole, come scrive Russell, niente... non parla).
Vince 8 titoli. Da protagonista. Senza parlare.
Poi torna come vice di Bill Fitch e dal 1983 diventa Head Coach, con Larry Bird in campo e Red Auerbach in tribuna vince due fantastici titoli (1984 e 1986). Nessuno lo ha mai visto urlare.
Ma nel frattempo ha imparato a comunicare parlando.
Spiega le cose pacatamente.
Con calma. Dettagliatamente.
Larry Bird ha dichiarato:
"He is the kind of person I would like to be, but I don't have the time to work on this."
ovvero "è il tipo di persona che avrei voluto essere ma non ho avuto tempo di lavorare su questo".

VIVA K.C.JONES




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Pubblicata da Deep il 26.12.2020


Walker in campo non prima di gennaio

Con l'inizio della stagione NBA alle porte, si comincia il 22 dicembre, arriva una brutta notizia sul fronte roster. Kamba Walker infatti si è dovuto sottoporre a un'iniezione di cellule staminali per curare il suo tormentato ginocchio, che non lo lascia in pace da mesi e ne ha limitato il rendimento anche negli scorsi playoff, come comunicato da Ainge al termine della stagione.

Questo prolungherà il suo periodo di riposo fino alla prima settimana di gennaio ed il suo rinetro in campo non è quindi previsto prima. Una grossa sfortuna pensando al fatto che nella sua precedente esperienza agli Hornets non avesse mai palesato problemi di grossa entità, mentre da quando è ai Celtics ha saltato in una sola stagione più partite rispetto alle otto precenti a Charlotte messe insieme.

Non possiamo che augurarci che tutto si sistemi per il meglio.




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Pubblicata da DeeP il 01.12.2020


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