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News sui Boston Celtics in particolare e sull'NBA in generale

In questa sezione troverete diverse news che parlano di NBA ed in particolare di Boston Celtics. Le news sono divise in categorie in modo da permettere una rapida classificazione della notizia. A fianco della descrizione delle categorie in Legenda e Stats trovate il numero di post presenti nella specifica categoria. Cliccando sull'icona della categoria sia in Legenda e Stats che nel post filtrerete le categorie per l'argomento prescelto.


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Tot. 87

Partita storica dei Celtics, quattro giocatori a 25+ punti

I Boston Celtics alla loro prima partita dopo l’All-Star Break, hanno affrontato e battuto i “nuovi” Minnesota Timberwolves. Gordon Hayward, Daniel Theis, Jaylen Brown e Jayson Tatum hanno fatto la storia visto che tutti sono stati in grado di segnare 25 o più punti in una singola partita.

In tutta la nostra storia solo in un'altra occasione si erano visti dei punteggi simili. Il 20 gennaio del 1960 i nostri Celtics sconfissero per 144-126 i Knicks ed in quella occasione erano stati Bob Cousy, Bill Russell, Tommy Heinsohn e Bill Sharman ad effettuare l'impresa.




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Pubblicata da DeeP il 22.02.2020


Nuovo record per Smart

Con le 11 triple messe a segno (su 22 tentativi), Marcus Smart è diventato il giocatore nella storia dei Celtics ad aver realizzato pià tiri da tre punti durante una singola partita.

Il precedente record apparteneva alla coppia composta da Antoine Walker e Isaiah Thomas, che in epoche diverse erano arrivati a segnarne 9. Walker aveva realizzato l'impresa contro i Sacramento Kings nel 2001, mentre Thomas era riuscito a realizzare le sue 9 bombe nel dicembre del 2016. Il precedente record di segnature per Smart era di 7, durante una trasferta ad ovest in casa di OKC nel marzo del 2015.

Ora nel mirino di Marcus c'è addirittura Larry Bird, che con 649 triple realizzate occupa il quarto posto all-time per i nostri colori. Smart si trova al quinto posto con 522, avendo scavalcato con la sua recente prestazione Avery Bradley fermo a 520.




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Pubblicata da DeeP il 21.01.2020


In cerca di equilibrio offensivo

i molti indicano nella disfunzionalità offensiva il nostro grande più grande problema stagionale. Anche io trovo che ci sia un fondamento, ma lo definirei più una mancanza di equilibrio. Sono andato a leggermi un po' di numeri, per vedere se è vero che i nostri hanno problemi di esecuzione, così come spesso viene indicato. Inoltre mi è scattata la curiosità e così come dice il mantra su questo forum, come voglio vedere come incidono i tiri da tre punti sul nostro attacco (spoiler: tanto).

Partiamo proprio da questo ultimo punto, i tiri da 3PT sono il 40% del totale dei tiri presi (nella lega 3°) e costituiscono il 35.6% del totale dei punti segnati (2°). Tiriamo col 36.3% dalla lunga distanza (6°). Lo capite subito da soli, cerchiamo tanto il tiro pesante e non ci volevano i numeri per capirlo. In TOP10 troviamo solo due squadre di vertice a provare così tante conclusione dalla distanza, i Bucks (2°) e i Raptors (9°).

Altro aspetto oscuro è quello dei punti provenienti dalla mid-range. Faccio una premessa, non sono contrario a questo tipo di conclusioni, anzi mi piacciono in molte situazioni, ma se credi ciecamente nei numeri, queste conclusioni andrebbero limitate, perché sono le meno redditizie rispetto a qualsiasi altro tipo di conclusione. Per fare un esempio Houston lo scorso anno le ha abolite, perché con un passo indietro vale 1 punto in più, ma vabbè sorvoliamo su queste inezie. Prima della striscia di vittorie queste conclusioni portavano il 16% abbondante dei punti (2°), mentre ora Stevens ha fatto cambiare atteggiamento ai nostri. Siamo scesi al 12.7% (7°) un bel carpiato all'indietro. Facciamo sempre un esempio per capire meglio la situazione. Houston a parte, che ragionano con una testa tutta loro, di norma chi tira tanto da 3PT cerca di bilanciare le conclusioni dal MR per non sbilanciare il proprio attacco. Ecco infatti che i Bucks sono ultimi in questo tipo di conclusioni, proprio perché 2° nell'incidenza del tiro dalla distanza. Trovare i Celtics al 3° posto per conclusioni da oltre l'arco e 7° per incidenza del MR nel proprio punteggio, stona visibilmente.

Diretta conseguenza di questo aspetto, è che siamo penultimi nella lega per incidenza di tiri liberi sul nostro attacco col 13.9% (29°) davanti solo a Orlando. Poco da aggiungere, con tante conclusioni in prossimità dell'arco, immediatamente prima o immediatamente dopo, non attacchiamo il ferro, semplice quanto vero. Guadiamo a questo punto i punti nel pitturato, non mi aspetto troppo, ecco che infatti troviamo un 37.7% dei punti totali (29°).

Ma andiamo avanti e se abbiamo la sensazione che i nostri giochino un po' per i cavoli loro in molti frangenti, i numeri ci dicono che... c'è un fondo di verità. Non compariamo nella TOP10 di nessuna categoria di tiri assistiti, sia segnati che non segnati, siano presi da 2PT, da 3PT, in MR o altro. Insomma questo dato si legge con molti isolamenti e tiri dal palleggio, cosa che per chi guarda i Celtics con una certa continuità è assolutamente lampante.

Numeri che ci danno un supporto stavolta, stanno inequivocabilmente confermando le nostre tesi. Mi sembra chiaro che le sensazioni abbiano un fondo di verità e che questi dati che sono aggiornati a prima di questa partita, sono secondo me molto significativi ed importanti per capire che tipo di attacco siamo. Non li ho voluti contestualizzare per i possessi, oltretutto non si discostano troppo come tipo di impatto, ma credo che devono essere valori molto chiari a Stevens ed al coaching staff (e lo sono di certo), dobbiamo cercare equilibrio.




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Pubblicata da Deep il 18.12.2018


Vittoria da record

La vittoria di sabato a Chicago con un margine finale di ben 56 punti, segna svariati record di franchigia. Siamo sinceri, ci piace vedere i nostri trionfare, ma ci importa più il fatto che siano a 5 vittorie consecutive e che i segnali di ripresa, dopo l'incerto inizio, siano ora evidenti.

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Pubblicata da Deep il 10.12.2018


Hayward nella storia

Non ci ha messo molto Gordon Hayward (nella foto festeggiato dai compagni a fine partita) ad entrare nella storia dei Celtics e dalla porta principale oltretutto. Nella nostra lunga e gloriosa storia, nessun giocatore era riuscito a mettere a segno 30+ punti, 9+ rimbalzi e 8+ assist uscendo dalla panchina.

Ma al di la dei numeri tutti siamo contenti per la sua ritrovata competitività dimostrata ieri sul campo dei Timberwolves. Bisogna applaudire Stevens perché facendolo partire dalla panchina ha tolto pressione dalle spalle del ragazzo che ha ritrovato la giusta serenità ed ha iniziato ad attaccare la partita come lui sa fare. Oggi è il giocatore più versatile presente nel nostro roster e le sue parole rilasciate a fine gara, fanno pensare che dobbiamo aspettarci ancora tanto da lui: "Non sono ancora dove vorrei essere, ma mi godo il buon momento", come dire che può crescere ancora e noi sappiamo che è così.




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Pubblicata da Deep il 02.12.2018


Celtics top defense

Nei giorni scorsi fino all'inizio della partita contro i Thunder, grande risalto è stato dato alle nostre medie offensive che ci collocano agli ultimi posti della lega, ed è vero la nostra efficienza offensiva ci pone alla posizione nr.21 nella lega. Anche altre voci ci collocano nella parte bassissima delle varie categorie statistiche offensive, ma di contro si è dimenticato un aspetto, cioè quello guardare cosa i nostri ragazzi combinano nella propria metà campo, qui siamo all'eccelenza della lega.

I Celtics infatti sono primi come efficenza difensiva 98.2, terzi come percentuale reale concessa agli avvesari col 46.7%, primi come percentuale da 3PT concessa con 29.6% e primi nei rapporto FT/FGA, dato mai trascurabile. A ben guardare i nostri sono presenti in praticamente tutte le classifiche difensive e sempre ai primi posti, compresi quei 97.8 punti concessi a partita che sono anche qui l'eccellenza della lega, unici oltretutto a tenere gli avversari sotto quota 100. Non è un caso infatti se troviamo 5 Celtic nei primi 10 posti nella classifica dei migliori come efficenza difensiva.

A conti fatti, se riusciremo a migliorare un po' le nostre statistiche offensive mantenendo inalterate quelle difensive, si prospettano molte soddisfazioni per i nostri Celtics e per tutti noi che li seguiamo con tanto amore.




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Pubblicata da DeeP il 27.10.2018


Jayson nella storia

I Celtics potrebbero aver trovato un altro all-star al pari degli assenti Gordon Hayward e Kyrie Irving. In questo playoff infatti sta brillando fulgida e luminosa la stella di Jayson Tatum.

Nessuno infatti nella lega prima di lui a soli 20 anni aveva segnato almeno 20 o più punti in sei partite consecutive. Dopo aver stappato il record a Larry Bird che prima di lui era stato l'unico rookie della storia dei Celtics ad aver segnato almeno 20 punti in 4 gare consecutive, ha anche superato chi nella lega lo precendeva a nome Kobe Bryant, che però aveva quasi un anno più di lui quando mise a segno tali numeri ed era al terzo anno nella lega.

A quota 7 partite consecutive c'è solo un altro gocatore nella storia ad aver segnato almeno 20+ punti, Donovan Mitchell proprio quest'anno, mentre in vetta solitario a 10 troviamo Lew Alcindor. Ma visto che Utah è uscita dai playoff e Tatum giocherà il 9 maggio al Garden, in caso di una partita da 20+ punti segnati sarà secondo in classifica in caccia del record assoluto.

A corredo di queste performance sono arrivate 5 vittorie su 6 partite e nella serie con Phila viaggia a 23.5 punti di media, 3.5 rimbalzi, 3.0 assists ed il 52.4% dal campo.




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Pubblicata da Deep il 09.05.2018


Brown nella storia

Con la prestazione di martedì sera nella gara due contro i Milwaukee Bucks, Jaylen Brown entra nella nostra storia dalla porta principale. Infatti segnando 30 punti il nostro numero 7 è diventato il più giovane giocatore a segnare almeno 30 punti in una partita di playoff.

Il precedente detentore era Tom Heinsohn che a 22 anni aveva segnato 30 punti per i Celtics contro Syracuse sempre in una gara 2, ma durante le Eastern Finals del 1957.

Ad essere precisi, per Jaylen 21 anni e 175 giorni, mentre per Tommy 22 anni e 209 giorni.




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Pubblicata da DeeP il 19.04.2018


Il segreto di Pulcinella

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Ci sono dei momenti quasi inspiegabili nella stagione delle squadre NBA e ora sono i nostri ne stanno vivendo proprio uno. Con un roster rimaneggiato, visto che sono fuori per tutta la stagione Hayward e Theis, con Smart e Irving fermi ai box per delle operazioni che li terranno "occupati" almeno fino ai playoff e con altri vari acciaccati come Morris ed Horford, i nostri sono in striscia aperta di vittorie, con tanto di 4/4 nelle trasferte ad Ovest. In questo preciso momento, dopo la partita a Utah, i Celtics che si sono classificati ai playoff da tempo, sono 11-4 nelle ultime 15, 7-3 nelle ultime 10 ed addirittura 5-0 nelle ultime 5, con in mezzo la già citata trasferta. Oltre a questo, con 7 partite alla fine della regular season e 7 partite di vantaggio sulla terza, il secondo posto è pressoché certo.

Ma per capire come è stato possibile arrivare fin qui, dobbiamo rivolgerci ai nostri tre moschietteri, di rispettivamente 21, 24 e 20 anni. Con carenze nel roster si sono permessi di elevare esponenzialmente il loro gioco. Ovviamente parlo di Brown, Tatum e Rozier.

Jaylen Brown, autore del canestro della vittoria contro Utah, sta viaggiando dopo la pausa dell'ASG a 15.1 pts/game, il 49.1% dal campo e 41.4% da 3PT. Non male, ma il tutto assume i connotati trinfonali se guardiamo la pecentuale ai liberi: 89.7%. Pensate che Jaylen aveva proprio dalla linea della carità un problema notevole, ed infatti viaggiava sotto il 60% (58.8% per l'esattezza). Questo miglioramento è sintomo evidente che il ragazzo si è impegnato tantissimo per colmare la sua lacuna. La percentuale reale dal campo di JB si è impennata al 55.5%, un altro modo per dire élite assoluta. Ah, se ve lo state chiedendo i Celtics sono 9-1 con lui in campo dopo la pausa per ASG, e sarebbe stato nel concussion protocol per dire...

Paese che vai e moschettiere che trovi, infatti non fermiamoci qui, perché un altro ragazzo ha alzato il suo rendimento, Jayson Tatum. Il nostro rookie delle meraviglie nelle ultime 5 partite, tutte vittorie per certo versi inaspettate, viaggia a 17.4 pts/gm, 51.5% FG, 46.7% 3PT, 6.4 reb/gm ed il 92.3% FT. Dobbiamo aggiungere qualcosa? Sì, che il ragazzo è davvero maturato e sembra essere diventato già ora un punto di riferimento del nostro attacco. L'infortunio di Hayward del tutto negativo, ha solo concesso al fato un evento positivo e cioè di veder crescere e maturare più in fretta questo ragazzo, insomma una manna per il nostro futuro.

Oh my Terry... 18.4 pts, 6.0 reb e 3.4 ast a sera. Questo è il fatturato del tezo moschettiere nella nostra striscia di vittorie. Alzi la mano chi se lo aspettava a questi livelli... no signora Rozier, lei non vale. Elasticità e fisicità strabordanti, senso drammaturgico delle partite inarrivabile, di rado sbaglia un tiro importante, Terry ha subito una maturazione istantanea dall'assenza di Irving, non è un caso se il 31 gennaio in occasione della sfida contro i Knicks, per festeggiare la sua prima partenza in quintetto della storia, si è regalato un tripla doppia da 17p+11r+10a.

Certo non siamo così limitati da pensare che sia solo merito loro, perché tutti hanno dato il loro contributo, basti pensare alla nostra difesa asfissiante in alcuni momenti decisivi nelle sfide giocate, a Morris ed i suoi trentelli e/o canestri allo scadere per una vittoria, ad Horford ed il suo gioco da all around che favorisce tantissimo proprio i nostri ragazzi terribili o a Larkin impagabile nel suo apporto. Però siamo degli inguarbili romantici e vedere questi tre ragazzi, che saranno così importanti per il nostro futuro, ci riempe il cuore di orgoglio celtico.




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Pubblicata da Deep il 30.03.2018


Vittorie in serie

Recentemente i nostri amati Celtics hanno vissuto un periodo costellato di sole vittorie, 16 per l'esattezza. Dal 20 ottobre fino 20 novembre, i nostri ragazzi non hanno mai conosciuto il dispiacere della sconfitta, se la sono sempre cavata egregiamente fino alla sconfitta del 22 novembre in casa dei Miami Heat. Di queste 16 partite, ben 9 sono state in trasferta, segno certo di compattezza dei nostri. Ma quali versioni dei Celtics hanno fatto meglio di questa striscia di vittorie?

[CONTINUA]




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Pubblicata da DeeP il 01.12.2017


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